TeslaCrypt 3.0

TeslaCrypt appartiene alla famiglia dei ransomware: una volta entrato nel sistema, comincia a richiedere informazioni incluse immagini, documenti, fogli di calcolo, presentazioni di Powerpoint, database, copie shadow (necessarie per la creazione delle copie di backup) ecc.. Trovati i file, il malware li cripta rendendoli illeggibili: potranno tornare in chiaro solo con l’aiuto di una chiave privata. Per avere questa chiave alla vittima è intimato di pagare un riscatto.

La maggior parte delle segnalazioni che riceviamo ci indicano che la versione di cui sono vittime modifica le estensioni dei file in “.MICRO”

TeslaCrypt 3.0 viene diffuso principalmente per e-mail: queste provengono spesso da contatti noti e contengono un allegato spacciato spesso per una bolletta, una fattura o una nota di credito. Spesso hanno indicato in oggetto o il nome del mittente o la data di invio.

 

Per ora non ci sono soluzioni

Stiamo studiando una soluzione al problema. Nel frattempo, se siete vittime di TeslaCrypt 3.0 provvedete ad accantonare i file criptati così da poterli recuperare una volta trovata una procedura di decriptaggio efficace.

Cosa fare per proteggersi?

Ormai quasi tutte le imprese, gli enti, ma anche i privati cittadini utilizzano pc e dispositivi mobili per memorizzare, scambiare, gestire una mole di dati sempre più grande. Questo rende più facile e veloce la gestione e lo scambio dei dati, soprattutto grazie al web, ma dobbiamo tenere presente che navigare in internet comporta rischi per la nostra privacy e la possibilità di incorrere in truffe o attacchi contro di noi.

L’aumento consistente dell’utilizzo del web (dalle transazioni on-line alle e-mail ai social) rende infatti sempre più appetibile e profittevole per i cyber-criminali sviluppare nuovi e più raffinati sistemi e strumenti di attacco e infezione dei nostri pc e dispositivi mobili: questa situazione spiega piuttosto chiaramente la crescita esponenziale dei cyber-attacchi negli ultimi anni.

Occorre quindi dotarsi di validi strumenti di difesa: se infatti vi sono molti attacchi che si possono risolvere, altri (e ci riferiamo ad esempio alla minaccia che terrà banco per il 2016, ovvero i ransomware) hanno spesso una difficilissima o impossibile soluzione.

In questo caso, ancora più importanti della cura, sono consapevolezza e prevenzione. Sapere come comportarsi mentre si naviga nel web, cosa fare e cosa non fare, conoscere strumenti software (dagli antivirus alle copie in cloud dei dati più importanti) utili a “fortificare” i nostri dati sono tutti requisiti essenziali per non incorrere in situazioni potenzialmente molto rischiose.

 


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